KTM OFFROAD MY2014

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KTM OFFROAD MY2014

Questa mattina mi sono alzato, e specchiandomi ho notato un po’ di barba bianca e qualche capello più lungo. Il primo pensiero è stato: sembro vecchio, ma forse è la barba lunga. Mi rado, riguardo allo specchio: stesso risultato, nulla è cambiato e sono ancora anzianotto!

KTM OFFROAD MY 2014

A volte pensi che la tecnologia e lo sviluppo debbano fermarsi, giungere ad un punto quasi morto. Poi ti trovi davanti ad un mezzo tecnologico e, sembra impossibile, quello stesso “oggetto” da un anno all’altro è cambiato, ha fatto un passo, un balzo in avanti. La moto da fuoristrada è, per chi l’ha sempre usata, un monitor di questa evoluzione inarrestabile, la sintesi di un progresso inarrestabile che si evidenzia nei cambiamenti, nei particolari, nel modo con cui si lascia guidare. Ogni anno è così, ogni model year rivela che il progresso non si ferma, a non volerlo fermare, e anche questo anno KTM mi ha stupito …

Voglio partire dal parafango. Un particolare apparentemente di scarsa importanza, se messo in relazione al resto della tecnologia applicata ad una moto. in questo caso il parafango ti fa capire come si lavora in Austria. Stile e linea filante, può piacere o non piacere. Ma quando l’occhio si posa sul particolare del montaggio, sugli attacchi alle piastre, allora nessuno può dire nulla. Il dato è evidente e tangibile, il segnale di progresso chiarissimo. Due viti sotto e due sopra la piastra. Tutto lì. Tutto lì? Cosa c’è di strano? Guardatevi un vecchio filmato al rallentatore, quando la moto balla sulle asperità e il parafango anteriore fionda chili di fango da tutte le parti, si piega, svetta da un lato all’altro, finisce a contatto con il pneumatico, si contorce. Ma perché non ci hanno pensato prima, o subito. Ecco il parafango applicato con un doppio punto di attacco sulle KTM 2014: il parafango si irrigidisce ed in presenza di fango non “balla “! Per chi sa guidare capisce che questo particolare sensibilizza notevolmente la guida ed offre all’avantreno una maggiore precisione.

KTM 250 4T
Viene da dire: la moto che mancava! Sì, perché è nuova. Motore nuovo, derivato dal Cross! Naturalmente addolcito nell’erogazione, con l’aumento delle masse volaniche, e la possibilità attraverso il catalogo power parts di controllare e mappare la centralina! Già che c’erano in Austria hanno rivisitato la taratura di forcella e mono, hanno sostituito il “vecchio” della pinza pistoncino freno con uno che passa da 9mm a 10 mm, hanno ridotto il diametro dei tubi del telaio, come sui 2T, e irrigidito lo chassis della sella. Vi sembra poco? Provate, e vi accorgerete che sulla 250 4T KTM non ha pensato soltanto a “svecchiare”, magari con una “rasatura”. La moto è nuova, e come tale giovane!
Togli il cavalletto da sotto il paracoppa e ti sentì pronto per la speciale della vita! Metti la prima e il pensiero diventa realtà. Metti dentro gli altri rapporti uno dopo l’altro, alla velocità della luce, e oltre ad aver capito che la spaziatura del cambio e perfetta e gli innesti particolarmente docili, che tu allunghi o “scali” per affrontare una curva, ecco, l’inserimento è semplicemente perfetto e quasi ti fa dimenticare la frizione che di solito aiuta, magari in piena “staccata” a non farti spegnere il motore.
Le masse volaniche raccordano vibrazioni ed erogazione, e ti fanno guidare alla perfezione, tanto che la moto è precisa e maneggevole su tutti i tipi di terreno e nelle situazioni anche più atipiche dell’enduro. Forcella e sospensione posteriore, che dire, assorbono e “plasmano” le asperità del terreno facendoti sentire il “Meo” della situazione e nelle migliori speciali affrontate con piglio di campione!
Il nuovo motore non ha limiti… c’è in basso e ti aiuta molto nei passaggi più impervi, ma è ugualmente pronto ad allungare all’infinito. Ci si dimentica di voler fare un uso spasmodico della frizione, e libera tutti i cavalli che vuoi o che ti servono.
La giudico una moto “rinata”, ora ideale in gara come per quegli appassionati che del fuoristrada prediligono il divertimento con il minimo sforzo!
Finisco il test. Mi sento giovane…ho capito che io invecchio a discapito della tecnica che di anno in anno migliora. Io vado avanti con gli anni “deteriorandomi” inesorabilmente, ma andando avanti così, con moto come queste, tra altri venti anni mi sentirò ancora giovane!!

KTM 300
In questo caso, poche modifiche, l’essenziale per rendere ancora più performante la “libellula ” dell’enduro. Era già certo che la 300 2T potesse essere considerata la moto da Enduro per eccellenza. A questa moto il 2014 ha portato “solo” un sostanziale miglioramento. Le differenze rispetto al 2013 sono qui: motorino di avviamento, una nuova taratura della forcella e del “mono” posteriore , parafango anteriore e convogliatori dei radiatori di ispirazione crossistica per amplificare il flusso d’aria verso i radiatori. Last but not least, un ritocco importante all’erogazione motore, che sembra fare i miracoli.
La moto si guida molto bene, il motore migliorato in abbinamento con il reset delle sospensioni permette la stessa guida chirurgicamente precisa alla quale aggiunge una componente di facilità e di relax nel condurre e domare la “bestia”.
il 300 si inserisce molto bene nello stretto, diventando un asso pigliatutto nelle mulattiere, il suo cavallo di battaglia. In discesa è eccezionalmente sicura e veloce, pennella sulle asperità e basta spostare delicatamente il peso indietro per far sì che qualsiasi ostacolo venga superato rapidamente e in scioltezza. In salita, anche su quelle particolarmente sconnesse, è possibile affrontare ogni tipo di mulattiera sia di motore assecondando i passaggi che di irruenza volandovi oltre. In ogni caso, soprattutto quando ti può sembrare che tutto sia perduto, la moto sta sempre incollata al terreno e non tradisce.
Negli ultimi anni si è parlato molto e di più di 4 tempi. ora è venuto il momento che anche i due tempi ricomincino a dire la loro con “maturata” autorità. Se poi non ci fosse più bisogno del noioso “piccolo chimico” che entra i scena quando si deve preparare la “miscela” al distributore, ecco la battaglia contro i 4T la vedrei aperta alla grande.

KTM 350
E’ stata una moto rivoluzionaria, per moltissimi motivi, ed era già una moto perfetta che sembrava impossibile da migliorare. Sembrava…
Telaio con tubi più rastremati nella parte della doppia culla che passa sotto al motore, nuova pompa freno, anche in questo caso tarature riviste per le sospensioni, una nuova sella per dare maggiore scorrevolezza dal sedere del pilota lungo l’asse della moto, mappature riviste e controllabili. Sì, non molte cose, ma il gioco (o il miracolo) è fatto, e sembra di guidare un’altra moto.
Sorprende in particolare che sia aumentata la maneggevolezza. Adesso la 350 EXC la inserisci in curva senza esitare un solo microdecimodisecondo, e soprattutto il motore sempre perfettamente “in tiro” ti permette di effettuare qualsiasi tipo di evoluzione, che si tratti di una passeggiata o dell’ultima prova del Mondiale.
Gli spostamenti del pilota nelle varie situazioni di guida diventano fulminei, e l’impostazione sulla nuova sella è parte integrante del “miracolo”.
Come per le altre sorelle, ecco anche in questo caso il parafango di nuova concezione e i convogliatori da galleria del vento. Quel qualcosa di più che ingigantisce l’insieme, e che amplifica le sensazioni che questo riesce ad offrire. A questo punto vale ancor di più il concetto attribuibile alla 350EXC secondo il quale questa straordinaria moto può annoverarsi tra le moto con la maggiore “latitudine” di utilizzo, una prerogativa che la rende particolarmente efficace su qualsiasi terreno, veloce o lento che sia, e che fa convergere due primati importanti, quello dell’adattabilità della moto alle più diverse situazioni, e quello dell’adattabilità de Pilota.

KTM SIX DAYS
Non è solo una serie celebrativa, ma il condensato di una ricerca tesa alla perfezione. È il matrimonio perfetto tra le EXC e le Power Parts KTM. Un concetto guida alla massima espressione: ogni cosa perfettamente al suo posto ed il meglio disponibile messo al posto giusto.

 

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