HELL’S GATE METZELER 2015. The Day After!

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HELL’S GATE METZELER 2015. The Day After!

Hell’s Gate Metzeler 2015: La più dura di sempre. Mentre 300 appassionati affrontano Hell’s Gate Metzeler Lite, la versione “innocua” dell’Inferno di Fabio Fasola, le riflessioni ritornano sull’”inverno nucleare” del post Hell’s Gate Metzeler 2015, l’edizione “a memoria d’uomo” più difficile della Corsa. Per i Piloti, ma anche per gli organizzatori e per il pubblico. Rivediamo, come in un ideale time lapse, il terribile week end agonistico del Ciocco.

 

Airoh(n)Man. L’industria leader produttrice dei caschi del Campione del Mondo ha messo in palio un Airoh modello Aviator 2.1 TC15 Yellow Gloss, uno “special” commemorativo della Storia Mondiale di Airoh. Il premio è destinato al vincitore di un Contest sulla salita impossibile per una volta aperta agli amatori dei Hell’s Gate Metzeler Lite. Tutavia, già nel progetto è contemplata l’impossibilità di poter assegnare il premio nello scenario dell’Hell’s Peak, e c’è la riserva di destinarlo ad un Pilota meritevole secondo una formula diversa. Detto fatto, chi ha visto la Salita Impossibile di Hell’s Gate Metzeler all’indomani della Gara, si è reso istantaneamente conto che nessuno avrebbe potuto affrontarne neanche una sua piccola parte. Difficile anche selezionare un “meritevole” in altro modo e, soprattutto, a Fabio Fasola non è sembrato giusto. Gli amatori, che non corrono per una vittoria ma per la passione di mettere le ruote dove sono passati i fuoriclasse dell’Estremo, sono tutti “meritevoli”. Fasola decide così di assegnare l’Aviator 2.1 TC15 applicando una formula “democratica”, per sorteggio tra i Partecipanti a Hell’s Gate Metzeler Lite. Il vincitore è, dunque, Carmelo Palmer!

L’alba nella nebbia. Quando i 112 Piloti partono per la Gara eliminatoria di Hell’s Gate Metzeler 2015, la montagna del Ciocco è avviluppata nella nebbia. Sembra, a prima… vista, un buon segno, la promessa di una bella giornata. È nient’altro, invece, che un crudele “tradimento” meteo. Diradata la nebbia inizia a piovere. Dapprima in forma lieve…

Graham Jarvis è il grande sconfitto di Hell’s Gate Metzeler 2015. L’inglese, profondo conoscitore del tracciato della Corsa e delle strategie dell’Estremo, parte con l’intenzione di migliorare ancora lo strabiliante record di 4 vittorie consecutive e, viste le condizioni meteo, decide di risparmiare al massimo le energie. “Paga” una penalità al primo controllo orario, e prosegue consapevole che la selezione sarà feroce. Il problema non è entrare nei trenta finalisti, ma piuttosto di riuscire a… finire. Solo 14 Piloti, infatti, riescono a portare a termine la Prova. Partito dalla prima fila nella finalissima del pomeriggio, Jarvis prende il comando della Gara, un copione apparentemente già scritto. Sfortunatamente la sua moto “affoga” nell’esagerazione di un guado trasformato in… laguna, e Jarvis deve alzare bandiera bianca al termine del terzo giro, uno solo, il più terribile, al termine.

Ecco i 14 Eroi della Gara del Mattino:

1. ROMAN (KTM) in 56’07.89; 2. JARVIS (Husqvarna Te) a 2.11; 3. ENOCKL (KTM) a 15.67; 4. GOMEZ (husqvarna) a 3’44.65; 5. LETTENBICHLER (Ktm) a 4’50.13; 6. RICHARDSON (Ktm) a 8’58.08; 7. WALKER (Ktm) a 10’14.72; 8. HEMINGWAY (Beta) a 10’46.87; 9. GUTZEIT (Husquvarna) a 12’30.30; 10. NICOLETTI (Beta) a 13’29.17; 11. SCHOLZ (KTM) a 14’21.95; 12. QUEYREYRE (Beta) a 15’24.68; 13. LENZI (KTM) a 24’31.59; 14. SCHUTZ (Beta) a 30’33.31;

Il Paddock sferzato dal maltempo. Oltre alla nebbia, le raffiche di vento bagnato, micidiali. Vanno in tilt strumenti e uomini. Il sistema di elaborazione dei dati cronometrici subisce un blackout, e i “crono” ripescano dalla tradizione della loro professione il sistema manuale di riconteggio dei tempi. È lì che ci si accorge che a vincere la Gara del Mattino è Mario Roman, e non Jonny Walker come ufficiosamente annunciato. Va in crisi l’impianto elettrico dello stadio, gli organizzatori mettono in moto i generatori, ma l’audio va e viene, alcuni gonfiabili sono inutilizzabili, personale e Piloti si rifugiano al coperto sotto la tettoia del galoppatoio, avvolti in brandelli di tende.

La pioggia aumenta, la temperatura continua a scendere. Fotografi e operatori rientrano per cambiare abito e scarponi, ma anche camere e obiettivi allagati. Durante la pausa gli organizzatori ispezionano la parte alta del percorso, dove la neve copre rapidamente i passi oltre lo “Scoiattolo” e il picco della “Salamandra”. Si spala, ma è una guerra persa, viottoli e sentieri si trasformano in torrenti che si ingrossano e, sotto la neve, il fango.

Alle 15:30, puntuale, il “diavolo” abbassa la bandiera della partenza sulla “griglia”. La prima fila si avventa sulla stretta curva a gomito che dall’unico, cortissimo tratto di asfalto di Hell’s Gate Metzeler immette nell’Inferno. Jarvis esce per primo dal serpente, davanti a Lars Enockl e Mario Roman. Jonny Walker è appena dietro, ma lancia la sfida che, raccolta da Jarvis, porta ben presto i due “cugini” di Marca ad allontanarsi in testa alla corsa.

Ma lo scenario agonistico è niente rispetto al contesto ambientale che si è scatenato. Insieme alla pioggia, in coincidenza con la partenza di Hell’s Gate Metzeler 2015, inizia a nevicare a fiocchi “pesanti”, e la bufera di acqua e neve trasforma completamente il già martoriato tracciato. Il maltempo è “denso”, impenetrabile, i piloti fanno fatica bestiale anche solo ad avanzare, gli ostacoli pressoché insormontabili si moltiplicano. Non sono più soltanto la cascata, la Salamandra o il Viscidone, ma diecine di passaggi che diventano trappole di fango, ghiaccio, neve, fiumi d’acqua dappertutto, sopra e sotto. La nuova “Zetina” nella parte alta del percorso è la ciliegina sulla torta. Non si passa. La selezione diventa spietata, alla Cascata e all’ultima “stazione” fine del primo giro, metà dei 14 partenti sono già stati divorati da Hell’s Gate Metzeler.

Il terzo giro è la chiave di volta di Hell’s Gate Metzeler 2015. Tra le “stazioni” della Cascata e dello Stadio il massacro. Ben 4 dei sette Concorrenti che hanno resistito per quasi tre giri, ormai esausti escono di scena. La fatica è diventata sovrumana, e i dieci minuti dell’infernale gola in discesa nella foresta diventano una sferzata fatale per Andreas Lettenbichler e Philipp Scholz, per Graham Jarvis che ha resistito stoicamente per tre giri sulla lama affilata dei trenta minuti di ritardo, ovvero dell’incubo dell’eliminazione, e per Diego Nicoletti, migliore degli italiani che si consola vincendo ancora una volta la chitarra elettrica “griffata” Virgin Radio.

La chiave “morale” di Hell’s Gate Metzeler è nel diverso approccio che il “diavolo” concede ai “condannati” del suo inferno. Già altre volte il percorso era stato ridotto da cinque a quattro giri. Sinora era stato, tuttavia, un “calcolo” che teneva conto solo delle dinamiche di gara. Ora, invece, la visione sull’Inferno” di Hell’s Gate Metzeler diventa globale. I tre Piloti “sopravissuti” alla gara del mattino e ai primi tre giri sono al limite delle forze, ma queste sono le regole del gioco e della violenza di Hell’s Gate Metzeler. C’è chi, invece, è oltre le regole. I magnifici volontari che sono l’anima di Hell’s Gate Metzeler, i Gruppi di Piacenza e di Bergamo, i timekeepers incollati dalla neve ai cronometri delle stazioni e le task force spontanee delle Compagnie della Spinta, disseminati lungo il percorso. Tutti  stanno sputando… l’anima. Strappano e si avvolgono negli striscioni, poi li adagiano sul percorso per farvi scivolare i Piloti agganciati alle funi, sopravvivono scaldandosi a vicenda e mandando giù sorsi di adrenalina e grappa, e rischiano di rimanere intrappolati negli angoli più remoti del percorso dalla tormenta di pioggia e gelo. Hell’s Gate Metzeler ha raggiunto il suo apice di durezza. Fabio Fasola decide per tutti loro: quattro giri. Resta l’ultimo, il più difficile nel buio della montagna.

Per un attimo smette di piovere. Ma è un altro subdolo stratagemma del meteo. Ancora pioggia. Sulla scarpata dell’Hell’s Peak le corde sono calate, e gli “operatori” si ancorano al precipizio affondando le gambe nel fango. I LED e i fari sul casco e della KTM di Jonny Walker fendono il buio dell’acquitrino gelato. A fatica Walker è agganciato, e iniziano ad issarlo verso la vetta dell’Hell’s Peak. Sembra venire su la montagna, e la corda si rompe. Jonny stramazza da una parte, i “difensori della montagna” dall’altra. Per un attimo sembrano riscrivere il finale di un Hell’s Gate Metzeler inviolabile. Poi scatta la forza dell’orgoglio. Il resto è storia! Jonny Walker vince dopo tre secondi posti, e sottolinea che è stata la gara più dura della sua vita. Mario Roman è sostenuto dall’incredulità. Rookie-Robot fantascientifico ha scolpito nella storia di Hell’s Gate Metzeler un’impresa ben più che inedita. Tre KTM sul podio. Beh, Lars Enockl, terzo “transfuga” dell’inferno, passa molte volte dal Ciocco per provare anche sulla dannata montagna le Moto austriache che verranno.

Hell’s Gate Metzeler 2015. Risultato Finale. 1. JONNY WALKER (KTM); 2. MARIO ROMAN (KTM), +27’02; 3. LARS ENOCKL (KTM), +29’40.

Piero Batini

 

Press Hell’s Gate Metzeler 2015
Image Credits © ApPhotosport


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