Desert Logic Tunisia 2012. Diario del 23 novembre 2012

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Desert Logic Tunisia 2012. Diario del 23 novembre 2012

DESERT LOGIC: UNA PASSEGGIATA TRA LE DUNE

Quando uno è stato capace di inventare Hell’s Gate…

Non c’è da fidarsi. Quando una mente è già stata in grado di partorire una roba come Hell’s Gate, vuol dire che quella mente appartiene al lupo, quello che perde il pelo ma non il vizio.

Dopo i primi tre giorni di Desert Logic i partecipanti l’avevano già capito: non era una passeggiata. Soprattutto la seconda tappa, che aveva… bollito tre quarti dei concorrenti, era stata la conferma che il segnale lanciato debolmente al primo briefing di Djerba andava preso sul serio. Un’edizione all’insegna del salto di qualità.

Così Fabio Fasola aveva annunciato una quarta tappa di tutto riposo, con una speciale che sembrava un “gioco” per incominciare, un “giro” tra i Café dell’ultimo avamposto prima del Sahara tunisino, una seconda speciale corta e divertente all’assalto della duna impossibile, e finalmente un significativo scorcio di pomeriggio libero, per godersi l’atmosfera di Douz, città carovaniera affascinante, o dedicato ad una siesta per rigenerare gli accumulatori dopo tre giorni di deserto affrontato a viso aperto. Ma non doveva finire così…

Il “Cammellodromo” come Indianapolis
Prima prova speciale, dunque, l’inseguimento a Squadre, a eliminazione, sull’anello del “cammellodromo”, un impianto permanente per le corse dei cammelli che vive il momento clou della stagione in occasione del festival di Douz, il 27 dicembre. Due a due le squadre di Desert Logic si affrontano fino alle due finali. Quella per il terzo e quarto posto, tra il Team SoloCaschi e il Pilunga, e quella per il primo e secondo posto, tra il Bibione e lo Sherco Racing. Neanche troppo a sorpresa, capita ormai quasi tutti i giorni a Desert Logic dalla sua nascita, sono ancora Ivano Zacchero e Massimo Zamparo ad aggiudicarsi il Trofeo della Speciale.

Il sole alto tra le dune
Ritorno e riordino all’Hotel, e da lì partenza per la Cannonball OJ, un anello che tocca i Café Du Desert e Du Parc ed attraversa l’Erg a Sud di Douz. Fasola aveva annunciato un giro di 105 chilometri, e raccomandato di prestare la massima attenzione, oltre che al GPS, anche alla conformazione delle piste. Non sempre la via retta è la più corta, infatti, soprattutto tra le dune dove le “verticalizzazioni” possono essere importanti. Ma la raccomandazione era andata… deserta, e per tutti l’imperativo era fermare il tripmaster, il contachilometri, sulla cifra più bassa. È a quel punto che interviene la perfidia del caso… e di Fasola. Per prima cosa i concorrenti si avventurano tra le dune più alte e difficili da attraversare, ignorando una pista più confortevole e sicura che, al prezzo di qualche centinaio di metri in più, le avrebbe aggirate. Per seconda c’è un errore di “calcolo” della lunghezza della Speciale, che risulterà più lunga di una trentina di chilometri. Le tre ore previste di percorrenza diventano quattro, poi cinque a causa della difficoltà del passaggi, ed infine arriva il tramonto. Mentre tutto è pronto per la disputa dell’ultima Speciale di Desert Logic 2012, la salita della duna impossibile, molti concorrenti sono ancora nel deserto, e alcuni ormai a secco di benzina. La gestione dell’emergenza non è difficile. Tobia va incontro ai ritardatari, Nasser parte con la scorta di carburante per il rabbocco. Ormai a buio rientrano tutti, e solo allora viene presa in considerazione la classifica, che vede imporsi il Team Phanpharons di Giorgio Lano e Giuseppe Anastasio davanti al SoloCaschi ed alla formazione dei regolarissimi piloti del Pilunga.

One Day to Go
La Salita Impossibile viene cancellata, ovviamente, e la Cannonball OJ diventa l’ultima Speciale di Desert Logic 2012. Alla premiazione che precede il Briefing serale Fasola si adossa la responsabilità dell’errore (avrebbe potuto incolpare il GPS ma l’Organizzatore non osa spingersi fino a tanto) e si auto consegna la maglia Nera destinata al Last but not the Least di giornata. L’ultimo briefing viene ascoltato attentamente. È vero che Desert Logic si conlude con la tappa più lunga, ben 280 chilometri, ma questa volta è solo un lungo, panoramico trasferimento che riporterà la carovana a Djerba, dove l’evento avrà il suo epilogo.

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