Desert Logic Tunisia 2012. Diario del 21 novembre 2012

Desert Logic Tunisia 2012. Diario del 20 novembre 2012
novembre 20, 2012
Desert Logic Tunisia 2012. Diario del 23 novembre 2012
novembre 23, 2012

Desert Logic Tunisia 2012. Diario del 21 novembre 2012

DESERT LOGIC TODAYS LOGIC: TUTTO IN UN GIORNO

Il Chott

Il Chott el Djerid, centro “geografico” di Desert Logic 2012, è un lago salato in secca, una depressione centimetrica piuttosto insidiosa. Sembra una pista di atterraggio che sconfina nell’infinito, e invece è una trappola.

Tutti i viaggiatori del Sahara hanno imparato a conoscerlo, anche l’autista di quel pullman che è una carcassa arrugginita ancora intrappolata dalla sabbia mobile, e che da trent’anni serve da monito a eventuali coraggiosi o scriteriati. Il Chott non si attraversa, si aggira.

La seconda tappa di Desert Logic è tracciata sull’asse che collega Ksar Ghiklane e Tozeur, e neanche Battiato poteva sapere che per raggiungere Tozeur partendo da Ksar bastava tirare verso Nord sull’autostrada della Pipeline, girare a sinistra all’incrocio a “T”, andare dritti fino a Douz e risalire attraverso il Chott. Niente cammelli, bastava una 500. Troppo facile. Così Fasola ha rispolverato un “classico” dell’avventura del Deserto, la “storica” palestra dei test ufficiali per la Dakar. Ha disegnato una tappa che attraversa le dune a Nord di Ksar fino ad El Faouar, i cui unici riferimenti sono tre “Café”, taglia a sinistra a Sud del Chott, e quindi lo attraversa per una pista ad Ovest che è detta “Dei Contrabbandieri”, vai a sapere perché.

Facile a raccontarsi, molto meno una volta che il tracciato è tradotto in note di road book, e micidiale da interpretarsi in sella ad una moto. Le dune di Ksar sono “odiose”. Sono un mare agitato di sabbia, con “onde” corte, disordinate, senza ritmo e frequenza. Un “Adriatico” del Sahara, e ogni onda è un affare a sé, un piccolo incubo. Da El Faouar le cose sembrano migliorare, ma il sogno dura solo una ventina di chilometri, poi il road book proietta a Nord su una pista che è dritta come un fuso, ma con un fondo di soli sassi. Ri-micidiale.
Per molti dei concorrenti l’ultimo tratto di pista ai margini del Chott è finalmente un sospiro di sollievo, se non arrivasse in fretta la notte. Ma nessuno dei 22 Partecipanti si tira indietro, e che bella soddisfazione portare a termine una giornata così piena di contenuti tecnici ed emotivi!

Eccola qui, la seconda giornata di Desert Logic Tunisia 2012. 268 chilometri eccellenti, faticosissimi, bellissimi, dal primo all’ultimo…

… ma prima, Prova Speciale Pirelli
L’alba sull’oasi di Ksar Ghilane è uno spettacolo della natura dipinto dal sole. Svegliarsi lì, non ostante il freddo patito nell’ex accampamento di lusso, è continuare a sognare. Colazione alla svelta, bagagli sul “tender” del tenero Lucignani, che si occuperà insieme a Giuseppe del “catering di metà tappa, e pronti per il via della Speciale del Giorno, la Prova Pirelli. Simile alla prova d’arrivo a Ksar, ancora un “triangolo” tra le dune definito senza troppa indulgenza da Tobia, braccio destro tecnico di Fasola (quello corto è il sinistro, l’insuperabile Nadia), ma questa volta la navigazione è a vista, senza punti GPS, giusto per non provocare l’ecatombe della serata precedente. Quattro “zeri” arrivano lo stesso, e per motivi diversi, a sentire i protagonisti particolarmente in vena di scuse fantasiose, ma la classifica finale della seconda giornata è meno “avvilente” di quella della prima, più ortodossa e in perfetta sintonia con la voglia dei “concorrenti” di migliorarsi ad una scuola che non ha troppi uguali. Vincono ancora loro, Zaccheo e Zamparo, ma c’è più “bagarre”. Al secondo posto si classificano Puccetti e Moro, Team SoloCaschi a Bibione, ed al terzo Zaccomer e Cavalli, del Team Pilunga. Dopo due giornate di gara la classifica generale è ancora corta, ed è la stessa della Prova Speciale Pirelli, con il Bibione 1 saldamente in testa.

Fermate Botturi
Spettacolo nello spettacolo, e diavolo tentatore, è Alessandro Botturi, che si invola dalla prima duna e genera dietro di sé vani tentativi di seguirlo. Per qualche chilometro qualcuno “osa” e “tiene” la distanza, poi la macchia blu della moto del Rookie of the Year della scorsa Dakar sparisce all’orizzonte…

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