Desert Logic Tunisia 2012. Diario del 20 novembre 2012

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Desert Logic Tunisia 2012. Diario del 20 novembre 2012

ZACCHEO E ZAMPARO PRIMI A KSAR GHILANE. E LA STORIA CONTINUA!

Ksar Ghilane: il mito intramontabile del Sahara Tunisino

Prima giornata di Desert Logic 2012. Da Djerba a Ksar Ghilane. Non c’è un turista in giro e la Tunisia sembra dimenticata dal flusso di visitatori che sciamavano lungo le piste del suo Deserto magnifico. Ma Desert Logic è tornato in questo angolo affascinante del Sahara, e sulle piste delle sue origini ha riscoperto un luogo dove vale la pena di andare.

Buon per le undici Squadre che si contendono il trofeo dell’ottava edizione dell’evento di Fabio Fasola.
Ksar Ghilane è ancora l’oasi mitica di questo salotto del Sahara, seppure meno remota di cento o anche dieci anni fa, ed accoglie l’allegra carovana a braccia aperte.

Da un mare (di acqua e sale) all’altro (di sabbia)
Da Djerba i partecipanti si staccano volentieri. Non perché ne hanno avuta abbastanza della cortissima giornata inaugurale di Desert Logic, ma perchè è ora di andare. In programma una tappa lunga, bella, intensa. 200 chilometri di road book, dapprima verso Sud lungo le rive del Mediterraneo, quindi su una rotta Ovest per guadagnare in fretta l’epicentro dell’evento. Le piste sono facili, scorrevoli e panoramiche. Sosta, riordino e rifornimento a Medenine poi, lasciata alle spalle la “civiltà”, si “taglia” in diagonale verso la pista della Pipeline, ormai diventata un’arteria asfaltata. Il Cafè di Bir Soltane è una specie di autogrill, ma conserva il fascino della sua origine spontanea e dell’elezione a crocevia obbligato per tutti quelli che si avventuravano verso il profondo Sud. Secondo riordino, questa volta animato dallo “spuntino tribale” che gli organizzatori hanno messo a disposizione dei partecipanti. Poi l’ultimo strappo, una quarantina di chilometri appena, facili, e si è nell’oceano di dune di Ksar Ghilane.

Prova speciale Cannonball C.I.P.I: il manicomio
La prima speciale è intitolata ad uno degli amici-sponsor di Desert Logic. Ma poteva essere confidenzialmente chiamata in altro modo. Per esempio Tunisiana, in onore della compagnia telefonica che ha finalmente collegato questo angolo di paradiso con il resto del mondo. Prima, per chiamare casa, ci si doveva spingere ai limiti dell’oasi, in un punto preciso oltre la sorgente calda. Adesso il cordone ombelicale telematico finisce fino sotto la tenda dello Yadis Ksar, ex Pansea, il caratteristico hotel tendato che per un giorno è il quartier generale di Desert Logic.

Oppure, per tutto quello che è successo, la speciale poteva essere intitolata Ottavo Padiglione. Sulla carta non era difficile. Una “regata” di triangolo sulle onde di sabbia tra l’oasi e il fortino, poi però trasformata nella tempesta perfetta per la maggioranza dei partecipanti, tutti partiti dallo stesso punto ma tornati all’ovile dalle direzioni più disparate. C’è chi ha perso il compagno di Squadra o lo zaino e, tornato sulle proprie tracce ha lasciato nel deserto, questa volta, la moto senza benzina. Chi invece del triangolo di punti GPS ha percorso solo un “bastone” di andata e ritorno e chi, semplicemente ed incurante dei regolamenti, non trovando il finish se n’è tornato direttamente in albergo senza avvertire nessuno. Quei “Nessuno” che hanno cercato il disperso fino a notte.

Morale: solo tre equipaggi, degli undici in gara, classificati, e vittoria olimpica degli esperti Piloti del Bibione 1, gli “ZZ” Zaccheo e Zamparo, che al termine della prima giornata prendono il largo in testa alla generale provvisoria.
Storie di Desert Logic 2012.

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