Ci vuole un Tosello al Max per sbancare l’America e Flushing Meadows

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Ci vuole un Tosello al Max per sbancare l’America e Flushing Meadows

toselloQualche anno fa mi sono mezzo distrutto alla Dakar. Pronti via, ho vinto una tappa ma poi mi sono disintegrato. Un mucchio d’ossa in disordine come nel gioco dello shangai. Ho pensato che quello era il momento, non deciso ma obbligato, in cui toccava appendere il casco al chiodo. Chiusi lì i pensieri che mi passavano per la testa in quel pur attrezzatissimo ospedale da campo. A casa, però, avevo iniziato a frequentare un fisioterapista, allora quasi osteopata, che si era avvicinato al nostro ambiente e, tra simpatia e stima reciproca, era nata una sorta di complicità che si era trasformata rapidamente in una bella amicizia. Max Tosello, questo è il suo nome, veniva già da un’esperienza articolata, era un esperto di sci e appassionato di fondo ed aveva lavorato con BMW.

Dotato di quel dono speciale che è la curiosità per tutto quello che può dare alla vita un rinnovo di esperienza, si era buttato a pesce nel mondo delle moto e del fuoristrada. Al mio rientro si era immediatamente offerto di occuparsi della mia “ricostruzione”. “Operazione difficile, potrei dire anche impossibile, sono rotto da tutte le parti, e penso di aver poco da recuperare, e poi per cosa?” Max rideva. Rideva sempre. Peggiore era la situazione “sanitaria” e più lui rideva. All’inizio pensavo a una forma di cinismo, in realtà ho scoperto che lo fa ridere la scarsa fiducia che ognuno ha di sé, nei momenti più bui o quando si è giù di corda, fisicamente o moralmente. Invece ben presto ho scoperto che, oltre ad essere un raffinatissimo “meccanico” della carcassa umana, Max è uno che se hai poca fiducia in te, può rovesciarti come un polpo, ricostruirti mentalmente, ridarti la consapevolezza dei tuoi mezzi e la voglia di usarli al meglio. Morale, lavorando giorno e notte, di giorno su base scientifica e pratica, di notte anche solo telefonando per controllare che avessi mangiato giusto o fossi andato a letto all’ora convenuta, in pochi mesi mi ha rimesso a nuovo.

E nei mesi successivi mi ha fatto fare un salto in avanti, tanto è vero che di lì a non molto mi sono rimesso in pista e sono andato a correre il Rally dei Faraoni. Lasciamo perdere che, di nuovo in corsa per un podio, 5 km dalla fine, mi sono sfracellato un’altra volta, e un’altra volta a ripensare malamente all’ospedale militare del Cairo. Da capo, Max Tosello, Tosello al max, e di nuovo al lavoro, di nuovo in pista. Senza il suo apporto e la sua contagiosa fiducia mi sarei ritirato almeno un paio di volte, e invece tengo duro. Partecipo ad altri rally: Dubai, Sardegna, qualche altro campionato italiano enduro e qualche prova di italiano motorally. Ma sempre con successo. Max ha continuato ad andare avanti con la Dakar, con Piloti e Squadre di primo piano e ha portato la filosofia del suo quasi perfido sorriso, sempre riferito alla poca fiducia che si può avere in se stessi, ai livelli più alti dello Sport. Un giorno, per telefono, mi dice che si è dato al tennis. “Al Tennis! Ma ti piace?” “No, ma è un’esperienza nuova, mi intriga, e penso che tutti gli sportivi possono insegnarmi e darmi qualcosa. E io magari a loro. “Dopo di te tutto il resto è’ una “giacchettata”, termine elbano che esprime la semplicità nel fare una cosa. Anche in assenza di gare il nostro cordone ombelicale è più solido della fune di ormeggio della ” Moby ” ..ci sentiamo periodicamente ma il discorso è sempre legato all’andamento fuoristrada, qualche parola legato al suo tennis.

La settimana scorsa “dalla bionda” storico bar elbano, sede dei meeting mattutini con il Mameli ed il bellini apro il giornale e trovo la notizia della stupefacente vittoria di Flavia Pennetta a Flushing Meadows. Notiziona, ecco un evento davvero straordinario, ben più serio e concreto, che so, della “vittoria” della Francia alla Sei Giorni. Ma perché sento il richiamo di una notizia di tennis, io che continuo a pensare che la racchetta sia una chitarra con le corde messe male e che suona peggio? Poi, tutto a un tratto mi viene in mente, mi rituffo più in profondità nella notizia e finalmente, dopo un po’, trovo ancora quel nome: Max Tosello! E chi si ricordava, ammesso che me lo avesse mai detto, che Max è da anni il fisioterapista della Pennetta? Ma sì, me lo aveva detto, ma mi era passato di mente. Capito tutto, alla fine. Ecco la ragione del notizione, ecco il plus che da all’evento la connotazione della straordinarietà. Per sbancare gli Stati Uniti e lasciare tutti di sasso lì, a Flushing Meadows, ci voleva anche un Max Tosello!

Fabio

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